Vincenzo Irolli
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Vincenzo Irolli: vita e percorso artistico
Nato a Napoli il 30 settembre 1860, Vincenzo Irolli cresce in una città attraversata da un fermento culturale vivace e appassionato. Fin da giovane, dimostra un talento naturale per il disegno e si iscrive all’Istituto di Belle Arti partenopeo, dove frequenta i corsi di pittura di Gioacchino Toma e di disegno di Stanislao Lista.
Ma Irolli ha uno spirito libero: nel 1880 decide di lasciare gli studi accademici per seguire la sua ispirazione, avvicinandosi ai grandi protagonisti della scena artistica napoletana, come Francesco Paolo Michetti, Antonio Mancini, Achille D’Orsi e Vincenzo Gemito.
Il suo esordio ufficiale avviene nel 1879, alla XV Promotrice di Napoli, dove ottiene la medaglia d’oro, primo segnale di un talento destinato a imporsi. Da quel momento, partecipa regolarmente alle mostre partenopee e conquista l’attenzione di artisti di rilievo come Domenico Morelli, che ne apprezza la sensibilità ritrattistica.
Dopo il servizio militare a Pavia, soggiorna per breve tempo a Roma, entrando in contatto con gli ambienti artistici capitolini e con la figura di Giulio Aristide Sartorio. Sul finire del XIX secolo, partecipa alla decorazione del celebre Caffè Gambrinus di Napoli, collaborando con altri grandi nomi dell’arte campana, tra cui Caprile, Esposito, Pratella e Casciaro.
La sua carriera si apre rapidamente alla scena nazionale e internazionale: espone a Torino, Genova, Milano e Roma, ma anche a Monaco di Baviera (1890), al Salon d’Automne di Parigi (1907 e 1909), a Barcellona (1911) e alla Biennale di Venezia (1922).
Il successo accompagna costantemente la sua attività, sia in Italia che all’estero. Nel 1933 tiene un’importante personale a Bari, accolta con grande entusiasmo.
Vincenzo Irolli si spegne a Napoli nel novembre del 1949, lasciando un’eredità artistica che ancora oggi continua a conquistare collezionisti e appassionati.
Valutazioni opere Vincenzo Irolli
Vincenzo Irolli rappresenta una delle figure più riconoscibili della pittura napoletana tra Ottocento e primo Novecento. Il suo stile personale, sviluppato sull’eredità dell’Impressionismo e sulle suggestioni di maestri come Antonio Mancini, si distingue per la pennellata rapida e vibrante, oltre che per l’uso luminoso e dinamico del colore.
Nel corso della sua carriera, Irolli ha goduto di una costante attenzione da parte di collezionisti sia italiani che stranieri. La popolarità che lo accompagnò già in vita ha lasciato sul mercato un numero considerevole di opere, specialmente quelle realizzate nel Novecento — quadri spesso eseguiti con mano rapida, dai soggetti piacevoli e immediati, ideali per un collezionismo di gusto tradizionale.
Tuttavia, dopo aver conosciuto un periodo di forte richiesta e quotazioni elevate tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, il mercato di Vincenzo Irolli ha registrato un progressivo calo. Un fenomeno legato in parte al generale ridimensionamento delle quotazioni per la pittura figurativa di fine Ottocento, che ha interessato molti artisti della sua epoca.
Nonostante questa flessione, le opere di Irolli restano apprezzate e continuano a circolare attivamente, seppur con valori di mercato più contenuti rispetto ai massimi storici. Le opere più ricercate restano quelle di epoca ottocentesca, in particolare i dipinti di grande formato, che mantengono ancora oggi un buon interesse tra i collezionisti italiani ed esteri.
Quotazioni Opere Vincenzo Irolli
La vastità e la diversità della produzione di Vincenzo Irolli rendono complicato il compito di realizzare dei parametri per i prezzi odierni. Le valutazioni delle sue opere si differenziano sensibilmente in relazione al periodo, alle dimensioni e alla gradevolezza del soggetto. Le opere di piccole dimensioni, e dalle pennellate più abbozzate, sono generalmente valutate dai €500 fino a superare i €2.000, preferita la tecnica ad olio rispetto all’acquarello.
I quadri realizzati con una pittura finita di Vincenzo Irolli, e di dimensioni più importanti, hanno normalmente quotazioni che vanno dai €3.000 fino a superare i €10.000, con cifre ancor più elevate per i capolavori del suo periodo “ottocentesco”.
Il record di vendita per un’opera di questo autore è attualmente di €270.000, importantissima cifra realizzata nel 2004 dal capolavoro La pesca fortunata, di importanti dimensioni (135 x 200 cm). Tuttavia, tale notevole risultato è stato ottenuto in un periodo migliore per le quotazioni di mercato delle opere del pittore napoletano.
Si ricorda che i parametri di riferimento forniti sono puramente orientativi. Per una valutazione approfondita della tua opera, a firma Vincenzo Irolli, è consigliabile consultare i nostri esperti di riferimento, specializzati nella pittura a Napoli tra Ottocento e Novecento.



