Pasquale Celommi
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Pasquale Celommi: vita e percorso artistico
Il 6 gennaio 1851 nasceva a Montepagano, pittoresco borgo abruzzese affacciato sull’Adriatico, Pasquale Celommi, figlio di Isaia e Marina De Bernardis. La sua famiglia, pur modesta, gli trasmise fin da piccolo un forte legame con la natura e con il mondo semplice ma autentico della sua terra. Tra i profili delle colline e le luci mutevoli del mare, il giovane Celommi iniziò a osservare il paesaggio con occhi attenti, lasciandosi ispirare dai colori, dai riflessi e dai gesti quotidiani della gente del posto.
Questo sguardo curioso e sensibile si tradusse ben presto in disegni e schizzi, che rivelavano una predisposizione naturale per l’arte. A notarlo fu Camillo Mezzoprete, un mecenate locale che ne intuì il talento e decise di sostenerlo. Fu grazie al suo aiuto che Celommi poté intraprendere gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, una delle più prestigiose scuole d’arte italiane dell’Ottocento.
Nel capoluogo toscano, sotto la guida di maestri del calibro di Antonio Ciseri, affinò la tecnica e sviluppò quella sensibilità pittorica che avrebbe caratterizzato la sua produzione. Furono anni di studio ma anche di importanti incontri umani e artistici: a Firenze entrò in contatto con il movimento dei Macchiaioli, da cui assorbì la passione per la resa della luce e l’immediatezza delle scene dal vero. Proprio in quegli anni conobbe anche Giuseppa Giusti, che divenne sua moglie e madre di Raffaello, futuro pittore e continuatore della tradizione artistica di famiglia.
Dopo gli studi, Celommi fece una scelta controcorrente per l’epoca: invece di restare in una grande città, preferì tornare a Roseto degli Abruzzi, il suo mondo d’origine. Qui trovò la sua più genuina fonte di ispirazione, immergendosi nelle scene di vita rurale, nei riti popolari e nei paesaggi che aveva sempre amato. La bellezza spontanea della sua terra divenne il fulcro della sua arte.
Il legame con gli artisti del suo tempo, come Teofilo Patini e Francesco Paolo Michetti, alimentò un confronto fecondo che lo portò a esporre in numerose mostre di prestigio. Il debutto ufficiale arrivò nel 1888, alla Mostra Provinciale di Teramo, e da lì un susseguirsi di partecipazioni lo vide presente a Genova, Roma e Torino nelle esposizioni più rappresentative del panorama artistico nazionale.
Ma fu nei primi decenni del Novecento che la sua arte varcò i confini italiani. Grazie ai contatti con importanti mercanti d’arte, le sue opere conquistarono un pubblico internazionale, affermandosi per la delicatezza del tratto, la freschezza dei temi e la sincerità dello sguardo.
Pasquale Celommi si spense nell’estate del 1928 a Roseto degli Abruzzi, lasciando un’eredità artistica fatta di amore per la propria terra e di una pittura capace di parlare al cuore di chiunque osservi le sue opere.
Valutazioni opere Pasquale Celommi
Il nome di Pasquale Celommi resta una presenza costante nel mercato dell’arte italiana dell’Ottocento. Le sue opere, dedicate alla vita rurale e marinaresca dell’Abruzzo, continuano a godere di una solida considerazione, grazie alla freschezza dei soggetti e alla brillantezza della tavolozza.
Negli ultimi anni, il mercato di Celommi si è mantenuto stabile, con una domanda costante soprattutto per i quadri più rappresentativi — scene agresti, paesaggi abruzzesi e figure femminili in costume tradizionale. Le opere di grandi dimensioni o particolarmente curate nelle composizioni registrano quotazioni più alte, mentre i lavori minori o di piccolo formato restano comunque apprezzati da collezionisti e appassionati.
La valutazione di un dipinto di Celommi tiene conto di soggetto, formato, stato di conservazione e provenienza. Il mercato abruzzese si conferma il più ricettivo, ma le sue opere riscuotono interesse anche a livello nazionale.
Per una stima accurata è sempre consigliabile affidarsi a esperti del settore, in grado di riconoscere il reale valore storico e artistico delle sue opere.
Quotazioni opere Pasquale Celommi
Ma quanto valgono oggi e quali sono le quotazioni di Pasquale Celommi nel mercato d’arte corrente? Per fornire dei parametri di riferimento, è necessario distinguere le opere in base alle loro dimensioni. Le opere di formato piccolo, che conservano tutta l’intensità e l’abilità tecnica dell’artista, solitamente hanno valori di mercato compresi tra i €2.000 ed i €5.000.
I prezzi di questa firma di Montepagano per i suoi lavori di dimensioni medie e grandi tendono ad essere più elevate, in quanto sono più difficilmente reperibili e sono piene di tradizione abruzzese. In questo caso, le quotazioni di Pasquale Celommi per questi dipinti possono andare dai €5.000 fino ad oltre i €12.000, a seconda del soggetto, della qualità e delle dimensioni.
Attualmente il record di vendita personale di Pasquale Celommi è di €24.800, registrato nel 2009 per la cessione di un ritratto di donna locale in abiti abruzzesi datato 1896. Questo risultato testimonia non solo l’apprezzamento artistico nei confronti dell’opera di questo pittore, ma anche l’interesse verso la sua capacità di catturare l’autenticità dei costumi e del folklore abruzzese.
Ricordiamo che queste indicazioni sono puramente orientative e che la valutazione del valore di un’opera d’arte dipende da molteplici fattori. Per ottenere una valutazione specifica dell’opera in tuo possesso, è opportuno approfondire il suo valore tramite i nostri esperti della pittura in Abruzzo ed in particolare dei dipinti di Pasquale Celommi.



