Giovanni Battista Grande

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Giovanni Battista Grande: scultore, ceramista e artista del Novecento

Nato a Torino il 22 gennaio 1887, Giovanni Battista Grande è stato un artista poliedrico capace di coniugare pittura e arti decorative, dando vita a uno stile originale e moderno. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione per l’arte, ma inizialmente intraprese gli studi in seminario. Problemi di salute lo portarono a cambiare rotta, seguendo finalmente la sua vera vocazione: nel 1904 si iscrisse all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove ebbe come maestri Andrea Marchisio e Giacomo Grosso. Fu proprio qui che si appassionò al mondo del decoro, acquisendo competenze che avrebbero segnato tutta la sua carriera.

Dopo la Prima guerra mondiale, Grande si trasferì a Milano, dove si immerse nel mondo della pubblicità e delle locandine cinematografiche. Questo periodo gli permise di entrare in contatto con le correnti artistiche più innovative del tempo, dal futurismo all’arte pubblicitaria, e di sperimentare un linguaggio visivo fresco e dinamico. Nonostante il successo in questo ambito, non abbandonò mai la pittura: nei suoi dipinti emerge una profonda attenzione al colore e alla luce, che conferiscono alle opere una vitalità unica.

Tornato a Torino, decise di dedicarsi completamente alla carriera artistica. La sua produzione si distingue per la fusione tra pittura e arti decorative, rafforzata dalla collaborazione con la celebre manifattura Lenci, per la quale realizzò modelli destinati alla ceramica artistica. Questa esperienza gli permise di sperimentare tecniche nuove e di ampliare il suo linguaggio espressivo, sempre mantenendo uno stile personale e raffinato.

Oggi Giovanni Battista Grande è ricordato come una figura significativa dell’arte italiana del primo Novecento, capace di dialogare con armonia tra tradizione e modernità, tra pittura e arti applicate, lasciando un segno indelebile nel panorama artistico torinese e nazionale.

Valutazione e quotazioni delle ceramiche Lenci di Giovanni Battista Grande

Giovanni Battista Grande, pittore e decoratore torinese attivo principalmente negli anni ’30 e ’40, ha collaborato con la celebre manifattura Lenci, producendo ceramiche che oggi rappresentano un capitolo raffinato dell’arte applicata italiana del Novecento. Le sue opere sono apprezzate per la qualità tecnica, lo stile déco e la varietà iconografica, con quotazioni che riflettono l’interesse crescente nel design storico e nel collezionismo dell’oggettistica d’autore.

Opere più ricercate sul mercato

Alcuni modelli realizzati da Grande per Lenci sono ormai diventati simboli riconoscibili della produzione della manifattura:

  • La Sete” (1930): Gruppo scultoreo in ceramica policroma, 36x32x28 cm. Esemplare pubblicato nel catalogo “Le ceramiche Lenci: 1928-1964” di Alfonso Panzetta.
  • “Madonna” (1941): Figura in ceramica formata a stampo e decorata a mano, marchiata “Lenci MADE IN ITALY TORINO 10 – X1”. Altezza cm 42.
  • Mandolinata (1932): Gruppo scultoreo con coppia di giovani innamorati seduti, ceramica formata a colaggio e smaltata in policromia sotto vetrina. Altezza cm 28.
  • “La mucca” (1930): Grande centrotavola ovale raffigurante due contadini che si abbracciano sopra una mucca. Dimensioni: W. 39 – D. 30 – H. 30 cm.

Tendenze di quotazione

Le quotazioni delle ceramiche di Giovanni Battista Grande variano in base a diversi fattori, tra cui la rarità, le dimensioni, il soggetto e le condizioni dell’opera:

  • Fascia media: Le ceramiche comuni o con soggetti meno ricercati si aggirano tra € 300 e € 700.
  • Fascia alta: Modelli rari o con soggetti iconici possono raggiungere tra € 700 e € 1.500.
  • Esemplari documentati o in ottime condizioni: Possono superare i €1.500, con alcune opere particolarmente ricercate che raggiungono valori superiori.

Elementi che influenzano il valore

Diversi fattori contribuiscono alla valutazione delle ceramiche di Giovanni Battista Grande:

  • Marchio e firma: La presenza del marchio “Lenci Torino” o della firma di Grande incisa accanto a lavori ben conservati ne valorizza il pregio.
  • Soggetto e originalità: Pose iconiche, soggetti regionali, mitologici o sociali aumentano la desiderabilità dell’opera.
  • Condizione: Smaltature intatte, cromie vivaci e restauro minimo sono essenziali per mantenere o aumentare il valore.
  • Documentazione e riferimenti bibliografici: L’inclusione in cataloghi storici come quelli di Alfonso Panzetta aggiunge credibilità e facilita una vendita più agevole.

Per una valutazione accurata e aggiornata, è consigliabile consultare esperti del settore o case d’asta specializzate in arte decorativa del Novecento italiano.

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