Abele Jacopi
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Abele Jacopi: scultore, ceramista e artista del Novecento
Abele Jacopi (1883 – 1957) è stato un artista poliedrico: pittore, scultore e ceramista di grande talento. Originario della Versilia, terra di tradizioni artistiche, nel 1902 consegue il diploma in scultura presso la Scuola d’Arte di Pietrasanta, formandosi in un ambiente votato all’eccellenza artigianale.
Terminati gli studi, inizia a lavorare nelle botteghe locali, distinguendosi per la perizia nella modellazione di statue e bassorilievi in creta, poi tradotti in gesso e marmo. La sua carriera artistica prende avvio nel 1908, quando espone per la prima volta alla Promotrice di Belle Arti di Torino, ottenendo consensi che lo portano a farsi conoscere anche oltre la Toscana.
Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Jacopi interrompe la propria attività, riprendendola con rinnovato vigore nel Dopoguerra. Sono anni di intensa produzione, caratterizzati dalla realizzazione di numerose opere commemorative dedicate ai caduti. Tra i suoi lavori più significativi di questo periodo si ricordano:
- la lapide-bassorilievo nel Cimitero di Vallecchia (1920) in memoria dei versiliesi caduti,
- il monumento in Piazza a Vallecchia (1924),
- il Monumento ai Caduti in Piazza Statuto a Pietrasanta (1925), per il quale aveva vinto il concorso nel 1922,
oltre a vari bassorilievi in marmo e bronzo per scuole e cimiteri della zona.
Negli anni ’30, Jacopi amplia il proprio orizzonte artistico partecipando a prestigiosi concorsi nazionali, come quello per il Monumento a Emanuele Filiberto Duca d’Aosta a Torino, e internazionali, ottenendo riconoscimenti anche in America Latina: si aggiudica il secondo premio in un concorso a Santo Domingo e riceve commissioni per opere destinate a Cuba. Alcune sue creazioni di questo periodo si trovano oggi a Portovenere (tra cui la celebre figura di San Pietro), Catanzaro, Lucca e Milano.
Il 1934 segna una svolta importante: inizia la sua collaborazione con la manifattura torinese Ceramiche Lenci, tra le più rinomate realtà italiane del design ceramico del Novecento. Per Lenci, Jacopi realizza numerosi modelli, spesso firmati con la sigla “Aja”, che si distinguono per la forza plastica, l’eleganza compositiva e la capacità di fondere monumentalità scultorea e delicatezza decorativa.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Jacopi torna a dedicarsi soprattutto alla scultura. Nel 1946 realizza il bassorilievo “Il Cavatore” per il Municipio di Seravezza, in memoria dell’avvocato Luigi Salvatori, figura di spicco della Resistenza. Negli anni successivi continua a lavorare a importanti commissioni pubbliche, tra cui il Monumento ai Caduti di Strettoia (1954) e il progetto per il Monumento alla Linea Gotica a Ripa, in collaborazione con lo scultore Edoardo Rubino.
Abele Jacopi muore nel 1957, lasciando un’eredità artistica che spazia dalla scultura monumentale alla ceramica d’arte, simbolo di una carriera intensa e di un talento versatile. Nel 1959 il Comune di Seravezza gli dedica una strada, tributo a un artista che ha saputo interpretare il gusto e lo spirito del suo tempo.
Valutazione delle opere di Abele Jacopi per la Ceramiche Lenci
Le ceramiche firmate Abele Jacopi per la celebre manifattura Lenci rappresentano un capitolo raffinato dell’arte applicata italiana del Novecento. Apprezzate per la qualità tecnica, lo stile déco e la varietà iconografica, le loro quotazioni riflettono l’interesse crescente nel design storico e nel collezionismo dell’oggettistica d’autore.
Wikipedia
Opere più ricercate sul mercato
Alcuni modelli realizzati da Jacopi sono ormai diventati simboli riconoscibili della produzione Lenci:
La figura “Ragazza abissina”, ceramica policroma datata anni ’40, esemplifica la capacità di Jacopi di sintetizzare eleganza ed esotismo: venduta all’asta con stima tra € 900 e € 1.500, realizzata a colaggio e decorata a mano.
Un’altra variante, con soggetto simile, ha registrato un prezzo di vendita intorno a €500–600, mostrando una valutazione stabile anche per modelli riproposti più frequentemente.
Il modello “Sicilia–Piana dei Greci”, ceramica policroma degli anni ’30 firmata “Lenci Torino Italy”, ha raggiunto € 900, con una stima iniziale tra € 500 e € 600.
Tendenze di quotazione
La base di mercato per le ceramiche di Jacopi si attesta generalmente tra € 300 e € 900, a seconda delle condizioni e del soggetto:
Alcune ceramiche vendute nel 2024 mostrano una fascia fluttuante tra € 400 e 700 (es. “Lady with doves”, “figure costume regionale”).
Opera decorative come il “Fauno” Lenci del 1935 sono state vendute tra € 500 e € 700, valore coerente con produzioni autorali di qualità.
Elementi che influenzano il valore
- Marchio e firma: la presenza del marchio Lenci Torino o della firma di Jacopi incisa accanto a lavori ben conservati ne valorizza il pregio.
- Soggetto e originalità: pose iconiche, soggetti regionali, tematiche mitologiche (es. “Il ratto di Europa”) o sociali (costumi tradizionali) ne aumentano la desiderabilità.
- Condizione: smalti intatti, cromie vivaci e restauro minimo sono essenziali per mantenere o aumentare il valore.
- Documentazione e riferimenti bibliografici: l’inclusione in cataloghi storici (Panzetta, Proverbio) aggiunge credibilità e facilita una vendita più agevole.
Riepilogo dei prezzi stimati
Tipo di opera Fascia di prezzo approssimativa
- Figure comuni e riproduzioni € 200 – € 700
- Modelli rari o soggetti iconici € 800 – € 1 500
- Pezzi documentati o in ottime condizioni fino a € 1 500 +




